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Discussione: Forum Intelligenza Artificiale

  1. #11
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    Oggetto: Che cosa vogliamo da un ' IA? , vogliamo VERAMENTE qualcosa?

    Che cosa vogliamo da un ' IA? , vogliamo VERAMENTE qualcosa?

    mi sorge il dubbio che nessuno si affidera' mai alle parole di un programma, e' piu' facile affidarsi ad un libro...
    i libro da la sicurezza, le sue parole non possono cambiare, quello che c'e' scritto e' quasi certamente attendibile...

    ci si affida di piu' al manuale del bimby per fare la mousse di cioccolato che ad un sistema esperto di giurisprudenza...

    chi, farebbe pilotare la sua macchina ad un programma?

    chi farebbe regolare il suo battito cardiaco ad un programma , se non fosse in pericolo di morte?

    il fatto e' che nessuno vuole avere dipendenza da una "persona" "PIU STUPIDA" se non per motivi di amicizia o compassione...

    ... e chi potrebbe mai provare amicizia o compassione per un pentium4 ?

    ah.. ho trovato, rivestiamo il pentium con un peluches bello morbido, e mettiamoci una resistenza da 40W che loporti ad una temperatura gradevole... tutto fatto... il nostro programma diventera' INFINITAMENTE PIU' EVOLUTO E FUNZIONALE... forse qualcono iniziera' ad usarlo.
    _________________

    Davy Bartoloni

    Registrato: 16/02/06 00:58
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    Residenza: Cuneo
    Inviato: Ven Giu 30, 2006 10:37 am

    Dopo questo sfogo, proseguo...

    Allora, ad oggi penso ce una struttura di questo tipo , sia la piu' flessibile... cmq rimango in attesa di suggerimenti...

    INPUT INFORMAZIONI
    un tot di informazioni ..
    salvataggio dell'informazione originale (per una rivisitazione successiva)

    OTTIMIZZAZIONE INFORMAZIONI
    finche' la struttura e' integra, e' meglio rimuovere errori grossolani dovuti ad imprecisioni umane

    DIVISIONE INFOMAZIONI
    suddivisione dell'informazione nelle piu' piccole che il programma puo' eleborare

    NORMALIZZAZIONE DELLE SINGOLE INFORMAZIONI
    un arrotondamento dell' informazione per facilitare ricerche archiviazione, e migliorare la velocita' di elaborazione

    SOTITUZIONE DELLE INFORMAZIONI SIMILI
    se 2 informazioni sono praticamente identiche, ma differiscono i parti non necessarie al risultato voluto...
    renderle identiche, questo per migliorare la struttura di connessione delle informazioni, ed aumentare la possibilita' di riscontri.

    CREAZIONE DELLE INTERCONNESSIONI
    creazione di una rete per ogni informazione, attingendo a tutte le informazioni cher si conoscono, (quelle non ancora divise) , quindi un numero TOT di reti, con puntatori, valenze, picchi, percentuali, e tutto quello che ognuno di noi ritiene piu' appropriato per il trattamento.

    CONFRONTO DELLE RETI
    il confronto per le somiglianze delle varie reti create,
    unificazione in una rete finale.

    ESTRAZIONE DEL PERCORSO
    estrazione del percorso per ottenere il risultato.

    CREAZIONE DEL RISULTATO
    attingendo sempre a tutte le infomazioni disponibili, creare un riscontro, con i risultati ottenuti dalla rete, cercando le parti "non importanti" del risultato., quindi

    risultato finale= risultato rete + parti non importanti

    ... bene affiancato a queste parti, in contemporanea, dovra' essere in funzione anche una parte di :

    RECUPERO INFORMAZIONI.

    ovvero una procedura per poter fare le richieste appopriate, per la ricerca di informazioni mancanti... (ricerche su database esterni, su internet, chiedendo direttamente o indirettamente a persone.. o inserendo le richieste piu' o meno celatamente in altri contesti...


    attendo consigli e migliorie... ciao, e buon Venerdi sera!
    Self-Building Robotic Brain - Fri, Nov 26, 2004, Davy Bartoloni 12th May 2004, 11:56 #9
    Member Computer Experience: Experienced++ Join : May 2004
    Davy Bartoloni is Online (Active in topic: Italian team pinpoints the origin of consciousness)

  2. #12
    L'avatar di stef
    stef non è in linea Moderatore Globale
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    Erba (CO)
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    mmmh, ma guarda che in questo topic si parla di idee/opinioni/pareri circa un eventuale nuovo forum dedicato all'I.A......
    Al limite i tuoi interventi puoi farli in questa discussione che hai già aperto....

    Programma di intelligenza artificiale - Cercasi Testers

    Ciao!
    Stefano


    - Cento anni fa... La tranvia Como-Erba il mio primo libro :-) !

    - Per un viaggetto virtuale nella bellissima Brianza:

    http://www.altabrianza.org

    - Non rispondo in privato a domande su argomenti tecnici, per favore ponete i vostri quesiti nei forum appositi. Grazie!

  3. #13
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    ok capo!,


    lunga vita e prosperita'
    Self-Building Robotic Brain - Fri, Nov 26, 2004, Davy Bartoloni 12th May 2004, 11:56 #9
    Member Computer Experience: Experienced++ Join : May 2004
    Davy Bartoloni is Online (Active in topic: Italian team pinpoints the origin of consciousness)

  4. #14
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    Cari colleghi,
    giusto per fornire un'idea di cosa possa essere l'AI, eccovi un link ad un portale curato da un ex-studente dell'universita' di Leeds: http://www.generation5.org/, in totale ha scritto oltre 150 articoli sull'argomento e sviluppato diverse applicazioni (JDK). Ho trascorso le ultime 2 ore a documentarmi e leggere, sicuramente l'argomento e' molto interessante e applicabile a tutti i settori dell'informatica. Personalmente, l'AI non e' il mio campo, ma vedremo in seguito di aprire un forum di riferimento.

    A presto,
    Giuseppe Leone

    P.S.
    Come sempre, si aspettano pareri e idee a riguardo

  5. #15
    L'avatar di onsitus
    onsitus non è in linea Scribacchino
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    Nettuno Beach
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    Seguendo il link postato da Master85, ho trovato specialemente interessante la parte 'beginner' del sito. Penso che sia importante per fare capire a quelli (come me) che ci capisce nulla di AI e legge per la prima volta articoli sul soggetto. Sarebbe da chiedere l'autorizzazione al proprietario di potere fare una traduzione per i utenti italiani.


  6. #16
    L'avatar di devildragon
    devildragon non è in linea Scolaretto
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    Bè l'argomento e molto complicato ma non sarebbe una brutta idea anzi è un ottima idea!

  7. #17
    L'avatar di M.A.W. 1968
    M.A.W. 1968 non è in linea Moderatore Globale Ultimo blog: Happy Birthday, Ada!
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    Il thread è piuttosto datato (2006), ma probabilmente vale la pena di proporre qualche considerazione in merito.

    Il settore della cosiddetta "intelligenza artificiale" (in acronimo AI o IA, secondo la lingua) è stato per anni al centro di speculazioni intellettuali e cattiva divulgazione da parte di molta fantascienza (o piuttosto fanta-scemenza).

    In realtà, i più lusinghieri risultati finora ottenuti nella imitazione del cervello umano con l'approccio classico si possono al più, con molta bonomia, definire "stupidità artificiale" e non si vede nell'immediato una concreta possibilità di raggiungere e superare i limiti tradizionali.

    La storia recente della IA è comunque una storia di errori e false partenze: l'approccio "simbolico" patrocinato da grandi nomi del passato come Newell, Simon, McCarthy, Minsky, Fodor e perfino Putnam ha prodotto quasi unicamente applicazioni e idee che sono definibili come sofisticata ingegneria, ma non come IA. Le tecniche di simulated annealing, backtracking, tabù search e altre illustrate in opere fondamentali come il Russell-Norvig (ormai giunto alla seconda edizione italiana, in due volumi) sono il principale prodotto di tale approccio simbolico, correlato ad un atteggiamento filosofico di origine riduzionista che oggi è considerato del tutto fuorviante.

    Fanno parte di questa storia libri come "Gödel, Escher e Bach: una eterna ghirlanda brillante" di Douglas Höfstadter e la terna "La mente nuova dell'Imperatore", "Ombre della mente" e "Il grande, il piccolo e la mente umana" del grande fisico matematico Roger Penrose, una pirotecnica esplosione di citazioni, concetti, aneddoti, e alta divulgazione (con più di qualche errore e imprecisione, ad esempio sullo stesso Bach) per sostenere due tesi di fondo opposte in ordine alla IA. In particolare H. sosteneva le idee della cosiddetta "IA forte" ovvero la possibilità di emulare in tutto (ed entro breve tempo) le capacità anche meno note e comprese della mente umana, mentre P. sosteneva ovviamente il contrario. Al di là di tutto, la storia ha poi dato ragione a Penrose: l'approccio simbolico in voga all'epoca non aveva nessuna speranza di produrre il risultato auspicato da H. e da tutti i sostenitori della sua linea filosofica.

    La "svolta" nell'approccio alla IA è avvenuta sostanzialmente negli anni Novanta, con contributi fondamentali di Hopfield, Smolensky e del nostro Ignazio Licata, ma anche ripescando alcune idee già espresse più di mezzo secolo prima: Von Bertalanffy, Wiener, lo stesso Von Neumann.

    Sebbene ancor oggi persistano filoni di ricerca in qualche modo contigui con l'approccio classico, come le reti neurali artificiali (ANN) o l'apprendimento bayesiano con rinforzo (laddove il "rinforzo" va inteso come un sistema di tipo bastone/carota per "educare" il motore di apprendimento a fare le scelte giuste), le nuove parole d'ordine della IA "olistica" sono altre e ben riassunte nell'ultimo lavoro del fisico teorico siciliano "La logica aperta della mente" (Codice edizioni).

    Una citazione chiarirà meglio i limiti dell'approccio attuale, evidenziando anche la necessità di una maggiore e migliore conoscenza dei processi mentali che vorremmo emulare artificialmente: «[...] le reti neurali sono assai meno biomorfe di quanto generalmente si creda, e confrontate con un cervello “vero” somigliano piuttosto a dei “giocattoli”.» - Ignazio Licata, cit. da "Sistemi complessi ed apertura logica: la ragionevole inefficacia della matematica nello studio dei processi biologici", in "Manifesto della Scienza Semplice".

    I problemi principali, infatti, sono due: in primo luogo, non disponiamo neppure di una definizione formale decente di "intelligenza" o "creatività", e in queste condizioni è assai arduo parlare di emulazioni o simulazioni. Secondariamente, è altamente probabile che occorrano tipi di hardware e architetture radicalmente differenti dagli attuali per simulare in tutto o in parte il cosiddetto "wetware", ossia il sistema corpo-mente.

    Credo di poter concludere, per il momento, con un breve aneddoto autobiografico. All'epoca, primi anni Novanta, venne naturalmente chiesto anche al sottoscritto di occuparsi di questa roba, quando ancora il dibattito era impantanato a Penrose Vs. Höfstadter.
    La mia risposta, in breve, fu che in quelle condizioni non sarebbero andati molto lontano, e in sostanza che - grazie tante, ma no - preferivo continuare ad occuparmi dei miei balocchi con le logiche modali temporali e tutto il resto. Ora potrei anche dire "l'avevo detto, io...".

    La strada da fare è ancora moltissima. Come informatico e architetto di sistemi embedded realtime, perfettamente consapevole di cosa possono fare i sistemi "tradizionali" nelle mani esperte dei veri programmatori, vedere un Deep Blue che batte reiteratamente un gran maestro internazionale a scacchi non mi sorprende neppure un po', vedere un robot antropomorfo che suona alla perfezione il Rach3 mi fa addirittura sbadigliare.
    Per farmi davvero stupire ci vorrebbe una IA che sappia giocare a go! meglio un giocatore anche mediocre, oppure che elabori autonomamente una teoria neppure troppo complicata (es. termodinamica) partendo dalla sola osservazione e da qualche esperimento... beh, ne riparliamo tra qualche anno.
    Ultima modifica di M.A.W. 1968; 14-06-2010 20:24 
    Tutti gli utenti sono pregati di prendere visione del Regolamento del Forum e di rispettarlo.

    Sì, un blog ce l'ho perfino io: gli è che mi manca il tempo... già che ci siete, leggete questa selezione di parole famose di alcuni tra i più grandi geni.

    • Un plauso a Grisha Perelman, raro esempio di genuino anticonformismo umano e scientifico.

  8. #18
    L'avatar di Brontolo
    Brontolo non è in linea Very Important Person
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    Caro M.A.W., intanto grazie per la dose giornaliera di cultura alla quale ormai ci hai abituato.

    Tanti e tanti anni fa, con il Basic del mio Commodore 64, misi a punto un programma-gioco che indovinava quale animale avesse pensato il giocatore. Poneva una serie di domande ed utilizzava le risposte (sì o no) per navigare in una struttura dati ad albero fino a trovare una possibile soluzione. Se non ci azzeccava, chiedeva il perché ed utilizzava questa nuova informazione per arricchire il suo rudimentale database.

    Quando poi entrai in un ambiente di lavoro, lo riscrissi su uno dei primi PC IBM (finalmente le variabili potevano avere un nome più lungo di due caratteri!) e lo adattai affiché, con lo stesso principio di funzionamento, indovinasse il nome dei colleghi di ufficio. Il mio capo di allora non apprezzò per niente la cosa (forse non gli piacque il percorso di domande e risposte che portava al suo nome) e mi intimò di non perdere più tempo con queste c....te di intelligenza artificiale !

    Ora mi domando: perché non citi anche me insieme a Newell, Simon, McCarthy, Minsky, Fodor e perfino Putnam ?
    Il regolamento del forum: la prima cosa da leggere.

  9. #19
    L'avatar di M.A.W. 1968
    M.A.W. 1968 non è in linea Moderatore Globale Ultimo blog: Happy Birthday, Ada!
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    Quote Originariamente inviato da Brontolo Visualizza il messaggio
    Ora mi domando: perché non citi anche me insieme a Newell, Simon, McCarthy, Minski, Fodor e perfino Putnam ?
    Beh, forse perché quando ad esempio McCarthy ha inventato il LISP era più o meno il 1958, e non c'erano in giro molti C64...

    Seriamente, le idee fondamentali della IA come l'abbiamo conosciuta nei primi venti anni di vita del personal computing erano già state scritte molto prima degli anni Settanta: il che, per inciso, si applica praticamente a tutta l'informatica teorica, per una massa critica di teoremi, formalismi e idee che supera abbondantemente l'80% del corpus della disciplina.

    Le idee davvero "nuove" e recenti sono numericamente poche, seppure importantissime.

    Resta il fatto che gli sforzi di ricerca partoriti in passato dal grosso filone della IA "simbolica" ci hanno regalato importanti tecniche, che sicuramente possono essere definite "intelligenti" ma non conferiscono più "intelligenza" allo stupido calcolatore di quanto possa fare un qualsiasi serio algoritmo di pattern matching o una buona euristica per problemi NP-hard.

    Un cambio di paradigma era inevitabile, e sembra che da qualche anno sia giunto a maturazione, anche se i risultati - quelli eclatanti, da media generalisti - sono ancora lontani.
    Tutti gli utenti sono pregati di prendere visione del Regolamento del Forum e di rispettarlo.

    Sì, un blog ce l'ho perfino io: gli è che mi manca il tempo... già che ci siete, leggete questa selezione di parole famose di alcuni tra i più grandi geni.

    • Un plauso a Grisha Perelman, raro esempio di genuino anticonformismo umano e scientifico.

  10. #20
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    marte
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    E pensare che è nato tutto da un saggio di Alan Turing,anche se nel '600 Thomas Hobbes scriveva:
    "Ragionare non è nient'altro che calcolare".
    Nel saggio veniva immaginata una macchina che potesse eseguire,con operazioni semplici,un qualsiasi calcolo.Ma forse la frase che scrisse nel 1950:
    “Mi propongo di considerare la domanda: «Possono le macchine pensare?»”.
    Lo potrebbe candidare come creatore della I.A.

    Se si dovesse aprire un forum solo su I.A. non basterebbe il server di google per contenere tutto il dibattito solo su quell'argomento!

    Non bisogna poi pensare che programmi tipo Eliza,realizzato da Weizenbaum,avrebbero mai passato il test di Turing.Erano semplicemente programmi che usavano particolari tecniche del linguaggio per rielaborare una risposta corretta.
    Per chi non ne fosse a conoscenza Eliza era un software in grado di sostenere un dialogo basato su semplici domande,fece un enorme scalpore(all'epoca) e in uno sucessivo(Parry) ingannò perfino gli psichiatri!

    Per "intelligente" e famoso si potrebbe parlare di Deep Blue progettato dall'IBM nel '97 riusci a sconfiggere Kasparov,il piu forte giocatore di scacchi.
    Anche se Deep Blue oltre a algoritmi euristici si basava molto sulla forza bruta.Ma la cosa piu importante è che era basato sul calcolo parallelo,e quindi piu processori si coordinavano per risolvere il problema!Fenomenale!E io che a volte mi inceppo su un multithread......



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