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Intermezzo... musicale

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di pubblicato il 29-11-2011 alle 01:58 (4621 Visite)
Ai miei lettori più assidui è già stata più volte ammannita la storia agiografica del mio primo approccio con l'informatica personale, più o meno ai tempi del Klondike.

Meno noto, forse, il fatto che in quegli stessi anni iniziava un'altra delle mie passioni-ossessioni: quella per gli strumenti musicali (basso, chitarra elettrici e dintorni) e relativa elettronica, ovvero effetti, accessori, MIDI, amplificatori valvolari e a stato solido...

A distanza di circa trent'anni da quei gloriosi garage days, continuo - tempo tiranno permettendo - a baloccarmi sia con la musica che con quel genere di elettronica, ovviamente con nuova consapevolezza dovuta alla mia lunga esperienza professionale nel campo dell'elettronica industriale.

Foto1_Performer1000.JPG

Sebbene cerchi in tutti i modi di evitare sia le riparazioni ordinarie, sia i restauri più complessi e laboriosi - so per esperienza che il rischio è quello di trovarsi rapidissimamente sommersi da richieste d'ogni genere, vieppiù a titolo amichevole, dissipando così il già inesistente tempo libero -, qualche giorno fa mi è appunto capitato per le mani un amplificatore a stato solido guasto.
Si tratta di un Fender Performer 1000 (ovvero lo storico Roc Pro con una nuova livrea) che presentava un florilegio di sintomi assai preoccupanti per il proprietario:

1) Toccando appena lo chassis si provocavano forti e persistenti sequenze di scariche in altoparlante;

2) Suonando con il controllo di volume oltre il valore "2", l'amplificatore smetteva di funzionare, emettendo solo rumor bianco alla massima potenza;

3) Fischi e fruscii improvvisi durante il normale lavoro, anche con i controlli di volume regolati al minimo.

Utilizzando per l'input un apposito jack dai contatti cortocircuitati, tutti i difetti rimanevano riproducibili. Lo stesso dicasi applicando un singolo cavo jack tra send e return. Ciò, assieme a qualche veloce misura di riscontro dei valori riportati nello schema, permette di escludere a priori un guasto sui jack di ingresso, send, return e relative commutazioni.

Naturalmente il guasto intermittente è assolutamente tipico di un pessimo contatto elettromeccanico: saldatura fredda o degenerata, pista del PCB rovinata, contattore meccanico deformato o in avaria...

Una rapidissima occhiata allo schema elettrico, accompagnata da una ancor più veloce lettura dei forum sul sito del costruttore, mi consente di convalidare in pochi minuti l'ipotesi iniziale: lo stadio di alimentazione per la preamplificazione e le commutazioni (sezioni la quali, a loro volta, constano di un totale di 10 amplificatori operazionali) è, per usare un simpatico eufemismo, la quintessenza della inadeguatezza.
L'eccessiva dissipazione di calore dei componenti - peraltro inopinatamente montati col corpo aderente al PCB anziché sollevati - dà luogo facilmente a problemi di saldature inaffidabili e piste del PCB interrotte.
Da ciò il contatto elettrico intermittente e fortemente sensibile alle vibrazioni meccaniche: il che è esattamente ciò che i sintomi 1 e 2 hanno da dirci.

Dopo lo smontaggio totale, alquanto laborioso, l'esame a vista del circuito stampato evidenzia in modo irrefutabile una degenerazione per eccesso di calore nell'area della regolazione di tensione.

Per chi ha problemi nell'interpretazione dello schema elettrico, i ±16V per l'alimentazione degli operazionali sono ricavati dal ±40V di potenza in modo eccessivamente semplicistico, tramite banali diodi zener da 16V e relativi resistori di caduta. Si vedano le foto seguenti: il danno provocato è assolutamente evidente.

Foto04_Bruciatura.JPG
Foto03_Bruciatura.JPG
Foto02_Bruciatura.JPG

Dopo un primo ottimistico tentativo di ripristino del PCB tramite nuova esecuzione delle saldature a regola d'arte e posizionamento di fili di rame nudo, rigido, a rinforzo delle piste, il problema si ripresenta in capo ad alcune ore.

Decido quindi di optare per un rimedio più drastico: smontaggio dei componenti incriminati (R160, R161, R172, R173, CR56, CR57) con bypass integrale dell'alimentazione a ±15V tramite un semplicissimo alimentatore lineare aggiuntivo basato sui benemeriti regolatori integrati 7815 e 7915, con trasformatore separato (15-0-15 35W) il cui primario sarà connesso in parallelo al trasformatore principale, a valle dell'interruttore di accensione. Ciò richiede, peraltro, l'installazione di un fusibile separato in portafusibile da pannello. I componenti aggiuntivi trovano meccanicamente collocazione sul retro dello chassis, previa foratura dello stesso.

La massa dell'alimentatore esterno risulta connessa, tramite trecciola isolata, alla piazzola più prossima alla stella di massa realizzata sul circuito stampato dell'amplificatore (ben visibile anche nelle foto pubblicate). Su tale circuito stampato le tensioni di +16 e -16V risultano connesse al resto del circuito - a valle dei diodi Zener e di due condensatori elettrolitici di basso valore - con due jumper saldati in filo rigido isolato, rispettivamente W5 e W3. Una volta rimossi i jumper, la piazzola dal lato "freddo" (lato utilizzatori) costituisce il punto meccanicamente più comodo per connettere i fili provenienti dal nuovo stadio di alimentazione, anche se in tal modo i condensatori C73 e C74 rimangono isolati e possono essere parimenti rimossi, se lo si desidera. Si veda la foto seguente.

Foto05_Connessioni.JPG

Una volta applicata la semplicissima modifica e rimontato integralmente l'amplificatore, il difetto risulta definitivamente scomparso ed è possibile apprezzare la sensibilità e le tonalità dell'apparato, in particolare sul canale "clean".

Spero che i miei abituali lettori abbiano gradito l'insolita digressione, e invito comunque i possessori di codesto genere di amplificatori a prendere in considerazione questa modifica, che risolve in modo radicale una evidente svista progettuale (soluzione peraltro non nuova per gli amplificatori di tale marca in genere, anche valvolari).

aggiornamento da 14-07-2012 a 21:28 di M.A.W. 1968

Categorie
Hardware , Tecnologia , Altro

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